Feeds:
Posts
Comments

Archive for September, 2009

Will it Float?


Due bicchieri, uguali.

Due Martini, uguali. 

Due olive, della stessa confezione.

Una galleggia, una va inesorabilmente a fondo (la mia). Perche' ?

 

 

 

(two identical glasses. Two martini's. Two olives, from the same package. One floats, the other (mine) does not. Why ??)

Read and post comments

|

Send to a friend

Read Full Post »

Non è questione di centimetri: dieci in più o in meno, magari anche quindici, non fanno la differenza.

No, nella vergognosa vicenda del muro che oscura la vista del lago dal “salotto buono” di Como il problema non sta in una spanna di cemento armato.

Il problema vero è tutto il muro, che va abbattuto. Cancellato. Annullato completamente. 

Se qualcuno ancora non lo avesse capito, la città e la sua gente – quella stessa gente piuttosto svillaneggiata alle prime rimostranze – rivuole quel panorama d’incanto che la natura ci ha regalato. E non ci sta a farselo oscurare dal politico di turno o da un tecnico, chiunque essi siano.

Ribadito questo punto, sul quale non si transige, dalla vicenda emergono vari altri aspetti quanto meno singolari. 

Uno su tutti, positivo, è che la città solitamente sonnacchiosa ha avuto un sussulto, ha reagito, ha dimostrato di avere polso. E di non avere certo intenzione di farsi intimidire da arroganza e prevaricazione. La gente di Como c’è, esiste, e sa farsi valere almeno una volta ogni tanto.

Se qualcosa di positivo quel muraglione in cemento armato ha generato, sono però ovviamente molto più numerosi gli aspetti negativi.

Lo scempio paesaggistico, si è detto, la bruttura dell’idea stessa di un muraglione sul lago, l’indifferenza verso la natura e il contesto in cui viviamo. Ma anche la mancata disponibilità e l’insofferenza emerse in una parte degli amministratori pubblici locali.

Anche se adesso si parla di dietro front – e comunque la città non abbasserà la guardia, questo deve essere chiaro, fino a demolizione compiuta – non possiamo dimenticare gli inviti decisamente poco cortesi dell’assessore Fulvio Caradonna a guardare i muri di casa propria, in risposta alle prime obiezioni.

Non li possiamo accantonare perché, anche se in Comune qualcuno forse se lo dimentica, quella a tutti gli effetti è casa nostra.

E, anche in caso di votazioni plebiscitarie, chi amministra la città non ne diventa il padrone.

Certo, sappiamo bene anche noi che la democrazia non può accontentare tutti, che le decisioni comunque spettano a pochi. Però educazione e rispetto per gli altri non devono venire a mancare.

Insomma, oltre alla cancellazione di quella colata di cemento in riva al lago, crediamo siano necessarie almeno un paio di altre cose.

Primo: arrivare a capire come, e per scellerata decisione di chi, siamo giunti a questo punto.

Secondo: partire da questa assurdità amministrativa e politica per far intendere a chi sta nelle “stanze dei bottoni” che il reato di lesa maestà non esiste più ormai da secoli, e che quando la città chiede, loro devono sentirsi in obbligo – non solo per educazione, ma per dovere, lo sottolineiamo – di rispondere. 

Chi non avesse questa idea di amministrazione pubblica, a nostro avviso farebbe bene ad andarsene, a lasciare il posto ad altri. A cominciare da quanti hanno sbagliato fino a oggi con quel muro.

L’impatto visivo del muro dal fronte lago. Nell’immagine si coglie il notevole dislivello tra lo specchio d’acqua, in un periodo che non è di secca, e l’altezza del manufatto che nasconde il Lario

Read and post comments

|

Send to a friend

Read Full Post »

Lascio parlare le foto (come avrebbe dovuto essere, e come e' stato realizzato) e un articolo del quotidiano "la provincia".

Costo dei lavori di distruzione: € 15.763.610 (prima della variante pero', ovvero questo muro aumenterà i costi dell' "opera".)
— Aggiungo qui il commento inviato a "La Provincia"
Un signore stamattina mi ha dato una spiegazione che sembra plausibile, e' questa: le paratie previste erano MOBILI, ovvero si sarebbero alzate solo se necessario. Per risparmiare, e' stata chiesta una variante d'opera che le prevede fisse, ovvero il famoso muro, approvato nel modo rocambolesco che descrivete nell'articolo


Siccome questo darebbe una spiegazione ad una cosa altrimenti incomprensibile, vi pregherei di incaricare qualche giornalista di valore di indagarne la possibile veridicità.

Caradonna confessa: Il lago?
Non lo vedremo quasi più

Cantiere delle paratie, il muro che impedisce la vista del lago (Foto by Pozzoni Carlo)

COMO I comaschi il loro lago non lo vedranno «quasi più». A dirlo non è qualche ambientalista arrabbiato e neppure un consigliere di opposizione, bensì l’assessore alle Grandi opere Fulvio Caradonna. Nel corso della trasmissione «30denari» ieri sera a Etv, rispondendo alla domanda provocatoria della portavoce dei Verdi Elisabetta Patelli «ma allora il lago non lo vedremo più?» ha confessato: «Non lo vedremo quasi più». L’allarme lanciato nei giorni scorsi da Innocente Proverbio, il pensionato che si è accorto della scomparsa del lago, non è dunque campato in aria. La maxi opera antiesondazione cancellerà il lago su almeno il 60% della lunghezza del lungolario, ha ammesso il direttore dei lavori Antonio Viola.
Affermazioni che gelano le speranze di chi già sognava a un ripensamento sul livello delle tanto contestate «sedute» realizzate tra i giardini e piazza Cavour. Sedute in alcune parti decisamente più alte rispetto al progetto originario, al punto da non consentire più ad automobilisti e pedoni sul lato opposto della strada di vedere il primo bacino.
Il muro che scippa il lago ai comaschi, nel frattempo, si è  scoperto essere stato costruito anche senza l’approvazione del Comune. A confermarlo è lo stesso direttore del cantiere per le paratie, il dirigente di Palazzo Cernezzi Antonio Viola: «Le opere eseguite sono state anticipate» ed eseguite «prima dell’approvazione formale della variante dell’opera, ma c’è il parere favorevole della Provincia». In una nota ufficiale inviata poche ore prima, dopotutto, la stessa amministrazione aveva ammesso nero su bianco che la variante «non è ancora stata approvata poiché alcuni aspetti di carattere economico sono stati sciolti soltanto poche settimane fa. Tuttavia l’intervento di modifica delle altezze dei muri autorizzato dalla direzione lavori in capo al Comune ha costi irrisori e rientra pienamente nella discrezionalità di competenza dello stesso direttore», ovvero Antonio Viola. La stessa nota si affretta poi a chiarire: «La maggiore altezza delle protezioni non costituisce abuso di alcun tipo», una precisazione che dà il destro al consigliere Pd Mario Lucini (nel corso della stessa trasmissione) per una battuta: «Excusatio non petita…».
Mentre infuria la polemica sull’improvvisa crescita del muro e sull’approvazione che non c’è alla variante dell’opera, gli amministratori a Palazzo Cernezzi chiedono di far luce sulla vicenda. Il presidente del consiglio comunale, Mario Pastore (Pdl), sta pensando di convocare una seduta straordinaria dell’Assemblea in cui visionare planimetrie e plastico dell’opera per comprendere quale sarà l’impatto finale del progetto per la città di Como.
Il Comune, sempre nella sua nota ufficiale, ieri è tornato sulla possibilità di tagliare parte del muro limitandosi a precisare che sono stati chiesti interventi «per mitigarne le dimensioni». Ma per un sindaco Bruni che il giorno prima promette «abbasseremo l’altezza», c’è un assessore (ancora Caradonna) e un tecnico (ancora Viola) che il giorno dopo chiariscono: «Se la difesa dalle esondazioni verrà meno, non si potrà intervenire». 
Per le giornate di oggi e domani, intanto, sono stati programmati i sopralluoghi da parte dei consiglieri comunali al cantiere: oggi i rappresentanti dell’Assemblea di Palazzo Cernezzi saranno sul lungolago dalle 17, domani alle 11. Ad accompagnarli lo stesso assessore alle Grandi opere. Contro il quale, ieri, si è scagliato ancora Mario Lucini. Nel chiedere chi abbia deciso, in Comune, di sottoporre la variante d’opera all’amministrazione provinciale senza alcun mandato formale (nella solita nota di Palazzo Cernezzi si legge che «l’intervento di modifica rientra pienamente nella discrezionalità di competenza dello stesso direttore lavori»), il consigliere del Pd è sbottato e ha puntato il dito contro Caradonna e Viola: «Vi sembra possibile che una decisione simile la possiate prendere voi due?».
«Ragioni di sicurezza», hanno chiarito gli interessati. Ma intanto, per dirla con Elisabetta Patelli, «il lungolago è compromesso». O, per dirla con l’assessore: «Il lago? Non lo vedremo quasi più».
Paolo Moretti
Gisella Roncoroni

Read and post comments

|

Send to a friend

Read Full Post »


In september  there's a reason to be in Milan: TopAudioVideoShow.

 

Born when "official" SIM ("salone italiano della musica" @Fiera milano) was still alive (but this is another story), it is the place to be to listen to some music in the best possible fidelity, and enjoy top-class speeches.

To tell about it all would take too much time, but at least one personaggio has to be described: Giulio Cesare Ricci.

Top guest at Sonus Faber, and introduced by the engineer that created the incredible liuto-shaped loudspeaker that can be seen here:
Mr. Giulio Cesare gave us the opportunity to listen to some very classical italian artists (Ornella Vanoni, Paolo Conte, Pino Daniele) in a new way.

It's not only technical. Ok, the recording was "pure analogue", the cutting was pure analogue, there's no sign of digital-anything in his dischi, 

But it cannot be only a technical thing. The sound and the emotions that came out of this vinyl+valve amplifier+sonus faber loudspeaker was a labor of love.

And labor of love is each and every creation of him—but only for 496 enthusiast each time (no more than 500 copies of every recording!).

And after all, to tell about Giulio Cesare is best to leave it to him with this short video and an excerpt from his website:

Il mio sogno

Il mio sogno è sempre stato quello di incidere il suono del silenzio e nel silenzio trovare il respiro della vita.

Registrare i pensieri, le emozioni del pubblico, mi avvicina a questo.

Il problema non è rendere la percezione spaziale, la profondità, l'origine del suono… tutto questo è bello, anche emozionante, ma non commovente.

Rendere il profumo delle sale da concerto, la concentrazione di chi esegue e di chi ascolta, è commuovere.

Se pensassimo che registrare è rendere la realtà seguendo canoni oggettivi e assoluti, allora avremmo sbagliato tutto.

Io quando registro adopero il mio gusto che non obbedisce solo a quello che gli viene dall'orecchio ma anche e soprattutto a ciò che gli arriva dall'anima e dal cuore.

Posizionare i microfoni è per me un rito sacro e diabolico, in una parola, esoterico.

Devo trovare, so che esiste e so che mi aspetta, quel fazzoletto d'aria dove tutto l'ambiente risuona.

Misuro con gli occhi e le orecchie le altezze, valuto i materiali, accordo, come un liutaio, uno strumento gigante come una chiesa, un teatro, una sala da musica.

Se c'è, il pubblico è una straordinaria trappola acustica: tutto è più bello quando i corpi e i volti di centinaia di persone sono presenti, il suono si linearizza. Se potessi, registrerei i corpi! Dopo, due, tre, quattro microfoni, in alto, più in basso, a destra, no, a sinistra…; ogni volta le condizioni mutano e tutto è da reinventare, anche il "punto dell'emozione".

I microfoni sono esattamente là dove sono stati chiamati; io devo stare attento alle belle donne, ai musicisti, ai loro stati d'animo, ricordare i sapori… poi sommare tutto lì, in quel "punto".

La realtà non esiste di per sé, ma solo nelle nostre sensazioni.

In verità, io registro le mie sensazioni.

Ho creato fonè come omaggio alla musica e a tutti coloro che la amano.


 



Read and post comments

|

Send to a friend

Read Full Post »

 What do you hope they’ll be able to do in the future?

Sponsored by WePC.com. Help us make your Dream PC a reality.

I would like PCs to have a natural language interface.

Example: 

"Open all files on folder vacations with photoshop, resize them to 1000×800 and upload them to vox; when finished send me a "done" email".

To accomplish the same today we have to work for hours, doing the same thing over and over and over

Read and post comments

|

Send to a friend

Read Full Post »

Anto sale in Cattedra.

E cosi', in questo mese in cui per la prima volta in molti anni mi trovo praticamente disoccupato, o meglio occupato a decidere di cosa occuparmi in futuro, Anto conquista lo stage della palestra n. 1 in Como.

La foto l'ho presa assolutamente di nascosto, oltretutto col Razr perche' l'iPhone e' in riparazione, quindi occorre un po' immaginare (aggiungo che la foto non rende giustizia alla sala, decisamente gradevole ed oltretutto perfettamente condizionata/riscaldata, una cosa per nulla scontata).
Comunque la situazione e' questa: piano terreno, sala corsi principale dello Sporting. La sala e' attrezzata di palco (si vede in fondo, appunto con l'Anto sopra), e l'impressione che se ne ha e' proprio che l'istruttore sia in cattedra.
Ruolo difficile, soprattutto quando si deve rimpiazzare un'istruttrice (quella dell'anno scorso) che e' anche "presenter", una vera superstar.
Ma la serata di oggi non ha deluso nessuno, anzi direi che al termine del corso eravamo tutti stanchi e contenti.
Cos'altro chiedere ad una lezione di Step ?

Read and post comments

|

Send to a friend

Read Full Post »

L'amministratore delegato, che si chiama Tiso, l'avevo conosciuto in negozio Apple (che e'  praticamente di fronte alla sede), e mi aveva proposto, nel suo elegante napoletano, di lavorare con loro. 

Ero poi anche effettivamente andato a vedere la sede, elegantissima, e con tre diversi trader che operavano su diverse piattaforne….sul Bund. Tutti i tre schermi televisivi, che avrebbero dovuto trasmettere Bloomberg o CNBC erano spenti, e quando avevo chiesto come mai non seguissero le notizie uno dei trader mi aveva risposto che "non serviva". Pero' non ho niente contro Tiso, gentilissimo, che magari e' pure vittima di questa cosa, non saprei proprio.


Spariti anche gli arredi degli uffici che ospitavano la sede centrale di Ibs, una società finanziaria con filiali in tutta Italia smantellata nel cuore di una notte di mezzo agosto. Il giallone finanziario è oggetto di una denuncia presentata in procura

Scomparsa la finanziaria in piazza Grimoldi (Foto by Carlo Pozzoni)

COMO - Fax, poltrone, scrivanie, computer, sedie. Di tutto il ben di Dio che componeva gli arredi di questi ambiziosi uffici al terzo piano del palazzo di piazza Grimoldi 6, in pieno centro, non resta che qualche cavo scoperto attorcigliato all’eco di un mistero inverosimile. 
La sede centrale di Ibs, una società finanziaria con filiali in tutta Italia che gestisce il risparmio di un numero imprecisato di risparmiatori investendolo nel cosiddetto Forex (il mercato su cui, anziché azioni societarie, si compra e si vende valuta), è stata smantellata come una zecca clandestina nel cuore di una notte di mezzo agosto.

Dei suoi dipendenti, dei responsabili, del presidente del consiglio di amministrazione e dell’amministratore delegato, del direttore generale, di tutta la squadra che negli ultimi mesi aveva piazzato certezze e promesse di guadagni, non c’è più traccia, come hanno raccontato alla polizia, piuttosto allarmati, i collaboratori di "Si Life", broker assicurativo che ha sede al primo piano dello stesso edificio e che con Ibs avevano avviato da qualche mese una intensa collaborazione. Il giallone finanziario è oggetto di una denuncia presentata in procura poche ore dopo un’irruzione della polizia che, la scorsa settimana, contattata dai preoccupatissimi broker del piano di sotto, aveva aperto gli uffici di Ibs ritrovandosi di fronte a uno scenario surreale. Dove sono finiti tutti? Ma soprattutto che fine hanno fatto i milioni di euro investiti dai risparmiatori?

Sul caso indaga da sabato anche la squadra mobile della polizia questura che, nelle ultime 72 ore, ha raccolto denunce e testimonianze a raffica, in particolare da parte di promotori finanziari che si sarebbero affrettati a mettere le mani avanti. Gli angoli bui sono moltissimi, a partire da quelli che riguardano gli importi di denaro gestiti dalla società. Si parla di decine di milioni di euro, forse addirittura una cinquantina, ma non ci sono conferme. Le uniche riguardano i rapporti con gli istituti di credito. La toscana Invest banca, per esempio, una delle banche di intermediazione mobiliare alle quali la spa di piazza Grimoldi si appoggiava per effettuare le operazioni sui risparmi della clientela, ha improvvisamente revocato l’operatività a Ibs, segno che qualcosa è andato effettivamente storto. La Invest non è la sola banca coinvolta. Ce ne sono altre tre almeno: i clienti di Ibs vi aprivano un conto corrente al quale gli operatori della spa potevano liberamente attingere per investire su fondi esteri.

A depositare la denuncia su cui in queste ore lavora anche la procura di Como, è stato l’avvocato napoletano Raffaele Leone, per conto di uno dei soci del consiglio di amministrazione. Leone non dice chi sia il suo cliente ma conferma che, da giorni, nessuno risulta più reperibile: «Spariti tutti – dice – Abbiamo chiesto alla Procura della Repubblica di verificare quale sia la reale situazione. Ora aspettiamo risposte». Ovviamente non sono gli unici. Secondo voci raccolte nelle ultime ora ci sarebbero clienti che hanno tentato di disinvestire il proprio denaro senza riuscirci dopo avere cercato di contattare per giorni la sede di piazza Grimoldi. Il telefono squilla a vuoto, ed è anche inutile presentarsi di persona. Qui, in cima allo scalone di marmo, restano una targa, un portoncino, una porta a vetri che si apre sul nulla e la sensazione che di questa storia si parlerà ancora molto a lungo.

Read and post comments

|

Send to a friend

Read Full Post »

Older Posts »